Mangia, prega, rema

Siete mai stati innamorati? Se la vostra risposta è affermativa, nonostante le regole dell’attrazione non siano universali, avete capito perfettamente di che cosa sto parlando. Purtroppo, l’amore è sempre una cosa meravigliosa soltanto al cinema. E anche se non è ricambiato, non esiste alcun interruttore in grado di spegnere i nostri sentimenti.

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Ecco come ti fa sentire il canottaggio: gli basta un attimo per farti innamorare di lui, ma gli servono anni per farti capire che cosa sia veramente l’amore. E il giorno in cui pensi “basta, smetto”, perché credi che il tuo sia un sentimento non corrisposto, solo allora ti rendi conto di essere comunque condannato. Perché proprio gli amori non ricambiati sono gli unici che non finiscono mai.

Mangia, prega, rema

Amo il canottaggio perché mi ha salvato la vita. In tutti i sensi. Remare mi fa bene, al corpo e allo spirito. Soprattutto quando sono triste, perché sento di avere uno scopo. Seduto sul carrello di una barca ho trovato la mia dimensione. Ho imparato nuove abilità, andando in luoghi che non avrei mai pensato di visitare. Alcuni sostengono che il canottaggio limiti la vita, perché non lascia tempo libero per fare altro. Non sono d’accordo. L’arte del remo ti offre “solo” una vita migliore in cambio di quella mediocre che facevi prima.

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Oriana Fallaci ha scritto: «L’amore da una parte sola non basta. Non si regala l’anima a chi non è disposto a regalare la sua. Chi non fa regali, non apprezza regali. Tu cerchi Dio in terra, e sei disposta a qualsiasi menzogna pur di inventarlo. Ma Dio non si inventa, e neppure l’amore. L’amore è un dialogo, non un monologo». Nemmeno il canottaggio si inventa. Ma datemi un equipaggio e vi spiegherò cosa significa essere una famiglia, datemi una gara e vi mostrerò come passare il weekend più bello della vostra vita, datemi uno specchio d’acqua, una coppia di remi e una barca e vi farò capire cosa vuol dire sentirsi a casa.

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Tuttavia, anche il canottaggio ha un lato oscuro. L’Inferno esiste, credetemi. Io l’ho visto ed è una stanza vuota con dentro un remoergometro. C’era da aspettarselo, perché alla fine tutte le passioni sono tragiche. Non fa eccezione il mondo del remo, dove si ottiene sempre meno di quel che si è sognato. Ecco perché un giorno mi piace e quello seguente lo odio. Questo sport ti consuma la vita. Ma ci sono dei momenti, non molti a dire la verità, quando la barca risponde, che è gioia pura. E’ come volare.

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Ha ragione chi sostiene che remare non sia uno sport. E’ qualcosa di molto più importante: è uno stile di vita. Chi si ferma al canottaggio non si è perduto: è semplicemente arrivato. Ed è l’arte del remo a scegliere te, anche se preferisce farti credere il contrario. «Come se in amore si potesse scegliere. Come se non fosse un fulmine che ti spezza le ossa e ti lascia lungo disteso in mezzo al cortile». Per usare le parole dello scrittore argentino Julio Cortázar. D’altronde, anche il canottaggio, proprio come l’amore, è il gioco più bello del mondo. A noi non resta che prendere parte a questa partita, alla fine della quale incontreremo la vittoria o la sconfitta. Ma a differenza dell’amore, l’arte del remo ci aiuterà a trattare queste due bugiarde con lo stesso viso.

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