I 5 momenti che rendono felice un canottiere

Qualcuno sostiene che il canottiere sia uno degli atleti più infelici al mondo, perché la sua disciplina richiede tanti sacrifici e sofferenza, fisica e psicologica. E spesso si raccoglie (quando si raccoglie) molto meno di quanto seminato.

Felicita

Ma oggi è un altro giorno, cari canottieri, quindi siate felici! Infatti, il 20 marzo si celebra la Giornata mondiale della Felicità, evento istituito dall’ONU il 28 giugno del 2012. In occasione di questa  ricorrenza, che tutti sono invitati a vivere in modo appropriato, ecco le 5 situazioni che rendono felice un canottiere.

I canottieri e la felicità: i 5 momenti più belli

1) Ogni volta che esce a remare. Sembrerà banale, ma a contatto con l’acqua un canottiere dimentica fatica e sacrifici. D’altronde, la vera felicità si trova sul carrello di una barca.

rowing

2) Quando trova un lago perfettamente liscio. Non c’è niente di meglio che uno specchio d’acqua non battuto dal vento o privo di gente molesta. Il canottiere ama la solitudine, perché con essa misura il proprio valore.

Remare

3) Quando il suo allenatore gli comunica che non deve fare remoergometro. Ufficialmente è un attrezzo che simula a secco il movimento della voga. In realtà, si tratta di uno strumento di tortura legalizzato. Anzi, nella maggior parte dei casi un canottiere paga anche molti soldi per imparare a usarlo.

rowing-machine

4) Quando per strada lo indicano per i suoi pettorali scolpiti. Notoriamente il punto debole per la maggior parte dei canottieri, sono invece una prerogativa dei canoisti.

Pettorali

5) Le poche volte che non lo scambiano per un canoista. Per la maggior parte della popolazione, un canottiere va in canoa. E’ facile intuire, quindi, che quando si incontra una persona che conosce la differenza, un canottiere si sente al settimo cielo.

Antonio Rossi, segni particolari: canoista
Antonio Rossi, segni particolari: canoista

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