La lezione di Sergio Cuollo: sta’ senza pensier

Nel mezzo del cammin di nostra vita, mi ritrovai ad aver imparato molto sull’arte del remo, salvo poi accorgermi di non aver capito la cosa più importante: perché lo faccio? All’inizio, ho usato il canottaggio per rimandare a più tardi il peso dei miei anni. Ma inseguire un’adolescenza che non c’è più è un pessimo motivo e la cosa più rovinosa che possa esistere per questo sport.

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 Non è mai troppo tardi per imparare la lezione, soprattutto se a servirtela è Sergio Cuollo, campione del mondo juniores nel due senza nel 1975 a Montreal e una vita trascorsa a insegnare l’arte del remo tra il Circolo Nautico Posillipo e la Canottieri Napoli. Le sue parole sono come una secchiata d’acqua gelida. All’inizio ti mozza il fiato, ma poi ti accorgi che ti stai finalmente svegliando.

 La lezione di Sergio Cuollo

 Nel canottaggio, condividere la propria conoscenza è un dovere, specialmente quando si tratta di saggezza nata dall’esperienza personale. E fedele a questo principio Sergio non si è sottratto al suo dovere, unendosi alla lunga schiera di persone dalle quali sto cercando di imparare a remare, ma anche a vivere meglio. Ecco cosa mi ha detto: «Peppì il canottaggio va fatto da giovani. Alla tua età, e te lo dice un 57enne, si deve solo godere del fruscio della barca, del remo che entra ed esce dall’acqua, del tramonto o dell’alba».

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«E ti assicuro che anche a 100 anni, se tu potessi vivere un tramonto o un’alba su una barca di canottaggio nel golfo di Napoli, capiresti che sei a un passo dal toccare il Paradiso con un dito. Il canottaggio è dedizione, sacrificio, impegno, rispetto, sofferenza, amore. Ma stamm ‘a sentì. Non fare il sognatore, goditelo per l’età che hai e lascia che l’agonismo, quello vero, lo facciano i giovani o quelli che hanno l’età giusta per farlo». 

Remare

«Praticalo da master, ma senza mai passare i limiti, perché esiste una sola età per affermarsi nello sport ed è quella della gioventù. La cosa più rovinosa per questo sport sono i master che in vecchiaia vogliono raggiungere traguardi mai raggiunti in gioventù. E mi raccomando: l’acqua te le i’ a cercà semp». Questo non significa smettere di inseguire i propri sogni, ma vivere i vecchi in maniera più matura e consapevole. E adesso, ogni volta che salgo in barca, ripenso alle parole di Sergio e come un mantra ripeto a me stesso: “Sta senza pensier e sta’ cuntent, anche se ti sembra che succeda nulla”.

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