Niente paura. Ci pensa il canottaggio, mi han detto così

Nel canottaggio niente è come sembra. E’ tutto come senti. E tra i tanti compagni che un canottiere si porta dietro nella sua esperienza, la paura è la peggiore. Perché ti blocca. Anche quando pensi di averla messa a dormire, lei è sempre sveglia. E ti rema contro.

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Nel suo blog su sport e alimentazione, sporteat.com, Elena Casiraghi scrive che il principale alleato di un atleta è la fiducia. Altresì detta memoria muscolare. Perché una volta che sai di essere in grado di fare qualcosa, è più facile farla di nuovo. Ma cosa accade, se all’improvviso la perdi?

Niente paura, ci pensa il canottaggio

Per quanto mi riguarda, credevo che il peggio fosse passato. Invece, è tornato. E ha chiesto di me. Un giorno, prima di lasciare il pontile con il mio skiff, per solcare le fetide acque del Naviglio Grande, ho chiesto a Mario Palmisano se avesse un ultimo consiglio da darmi. Mi ha risposto: “Sì, non cadere“. Non l’ho ascoltato. Non sono stato tradito dalla troppa sicurezza, ma dalla superficialità. Un concetto che lo stesso Giuseppe La Mura insegnò molti anni prima a Peppe Abbagnale, come lui stesso ha raccontato.

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«Il grande lavoro per adeguarsi alla tecnica di voga fa diventare il canottiere modesto. Arriva in alto sentendosi inadeguato. Tuttavia, basta una breve pausa e si perde la coordinazione. Fine. Peppe Abbagnale, soprattutto dopo le prime vittorie, non accettava che lo rimettessi in discussione come quando era ragazzino. Gli facevo vedere i filmati e gli spiegavo che esiste l’involuzione tecnica e lui “Non capisco, mai visto uno che impara a scrivere e poi si dimentica come si fa”. Remare è complesso, il canottiere non può mai dire: sono arrivato».

Il campione lituano Mindaugas Griskonis dopo la caduta in acqua ai Mondiali 2014
Il campione lituano Mindaugas Griskonis dopo la caduta in acqua ai Mondiali 2014

Se è per quello, io non sono nemmeno partito. Ma la questione è un’altra: ho paura di cadere. «Peppì, ma in barca che tien paura e’ cos? Che fai o’bagn?», mi chiede Palmisano. «Amen, poi ti asciughi. Solo nun magnà primm e’ scendere! Guarda il bicchiere mezzo pieno. Sei ancora vivo, giusto? Ma soprattutto non ti è passata la voglia». Non lo so. In questo momento con il bicchiere mezzo pieno mi accontenterei di prendere uno Xanax. La verità è che il canottaggio non forma la personalità. La rivela. E in barca puoi copiare tutto. Eccetto lei.

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