La magia del canottaggio ovvero tutto quello che Harry Potter mi ha insegnato su questo sport

Nel mio canottaggio le uniche cose che contano sono l’immaginazione e il coraggio di improvvisare. Soprattutto perché le principali compagne di viaggio che ho avuto nella mia storia remiera sono state la fatica, il sudore e tanti momenti di sconforto.

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Ma è troppo facile vedere la bellezza solo nelle cose belle. Perché anche nel canottaggio c’è una potente magia. La percepisci subito, basta aprire la mente e il cuore, guardando la realtà con occhi nuovi. Io ho imparato a riconoscerla grazie a un giovane mago, con una cicatrice a forma di saetta sulla fronte.

Harry Potter e il canottaggio

Ed è incredibile quello che ti può insegnare un romanzo come Harry Potter, persino sull’arte del remo. Albus Silente mi ha fatto capire che non serve a niente rifugiarsi nei sogni e dimenticarsi di vivere. Perché quella non è magia. E’ illusione. E sono le scelte che facciamo che dimostrano quel che siamo veramente, molto più delle nostre capacità. La magia nel canottaggio è ovunque. In ogni oggetto. In ogni movimento del nostro corpo, che si ripete sempre uguale a se stesso. Braccia, schiena, gambe. Come nel rituale di un incantesimo. Sul carrello della nostra barca la magia è credere. Credere in se stessi.

canottieri

Perché nell’arte del remo le cose non sono mai come sembrano. Nonostante quello che sappiamo o crediamo di sapere, nel canottaggio nessuno è solo. E niente è impossibile. Perché con l’aiuto dei nostri compagni, e di un po’ di Felix Felicis (anche se io preferisco chiamarla Fortuna Felix) tutto può accadere. Ma come mi ha detto una volta l’amico professore Enzo Baglieri, nella magia della vita non esistono i miracoli. Nel canottaggio è la stessa cosa. Ecco perché è necessario lottare ogni giorno ed essere disposti a sacrificarsi. Solo così possiamo affrontare i nostri demoni. I nostri Voldemort. E vincere. Malgrado le difficoltà non bisogna mai perdere di vista il futuro che vogliamo.

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Molti Babbani mi hanno ripetuto fino allo sfinimento che questo sport non si inventa. Ma io vi dico: fatelo! Inventatelo ogni volta che è necessario. Rifiutate il realismo, pretendete la magia. Salite in barca, prendete il largo, fate dei vostri remi le vostre bacchette magiche e andate alla ricerca dell’attimo in cui la meraviglia incontra l’impossibile. Siate pronti ad accogliere qualunque cosa capace di stupirvi. Perché arriva sempre. Ogni volta. Ancora una volta. Ad ogni colpo di remi.

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E non perdete tempo a convincermi del contrario. Non ci riuscirete. Non con me, che non ho mai smesso di credere alle fate. Parlo per esperienza. Perché una volta ne ho incontrata una e me ne sono innamorato. Peccato che sia stata lei a non credere in me. Ma nonostante questo, come mi ha insegnato Harry Potter, io continuo a remare e a cercare il mio binario 9 e 3/4, anche quando davanti a me sembra che ci sia solamente un muro.

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