Alex Bellini: «La motivazione è una bugiarda»

Viviamo su un Pianeta che chiamiamo Terra, anche se per 3/4 è ricoperto di acqua. Eppure, sono più numerosi gli uomini che hanno camminato sulla Luna di quanti abbiano attraversato un oceano a remi. Alex Bellini non è mai stato nello spazio, ma ha attraversato a remi il Pacifico. Due volte.

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Alex Bellini

Invidio questo ragazzo solo per la carta d’identità, alla cui voce “professione” ha scritto: esploratore. Mentre io sono un giornalista che rema. O al massimo un canottiere che scrive. Eppure, proprio grazie al mio lavoro, l’ho incontrato per chiedergli aiuto su come trovare la giusta motivazione, affinché il canottaggio che pratico diventi più numeroso di quello che guardo in Tv. Peccato che mi abbia freddato, dicendomi di non fidarmi. Perché la motivazione è una bugiarda.

La motivazione è una bugiarda

Alex Bellini: «Vedi Giuseppe, credo sia una grossa balla quando qualcuno ti dice che gli obiettivi, grandi o piccoli che siano, si raggiungono con la motivazione. Perché oggi c’è e domani no. Ma soprattutto, perché è una bugiarda.  C’è una grande confusione su cosa sia realmente la motivazione. Crediamo sia la pillola che cura tutti i mali. In realtà, è poco affidabile come compagna di viaggio. Diventa molto più affidabile lavorare sulla disciplina. Sul senso di responsabilità. Abbiamo voluto qualcosa e la portiamo a termine, nonostante in questo momento mi venga da vomitare. Questo ci rende più resilienti, più tenaci davanti alle difficoltà. Tu sei un canottiere, ma se dipendesse dalla tua motivazione, andresti in barca un giorno alla settimana. Invece, ci vai più volte perché sai che comunque ti assumi una responsabilità».

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«Per quanto riguarda me, non è necessario essere uomini straordinari per attraversare un oceano. Basta solo remare. Ma nel farlo, bisogna avere un’incrollabile fiducia nella ragione per cui lo fai. Inizi a fare fatica quando senti che quello che stai facendo non ha più un senso. Come se improvvisamente perdessi la proiezione sul futuro. Se smarrisci il collegamento che unisce la singola giornata al tuo obiettivo finale, la fatica diventa doppia. Diventa un vero inferno. Il punto nevralgico è non perdere la connessione con il perché originario che ti ha portato fino a li. E ti posso assicurare che quando sei in mezzo al mare per decine di mesi ci si mette un attimo a perdere il perché. La cosa importante è il senso di ogni singolo passo».

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«È difficile fare una ricetta per rimanere sempre motivati. Io avevo un diario di bordo durante la mia avventura e la percentuale di giorni in cui ero motivato era bassissima. Su 280 giorni di navigazione, sarò stato motivato non più di dodici. A prescindere da tutto, la vera sfida sta nel saper vivere un’esistenza felice senza rimpianti. Per quanto possa essere difficile raggiungere i nostri obiettivi, provarci mantiene il nostro animo leggero come una piuma. Perché non sei appesantito dal senso di rinuncia, dalle cose non fatte, non vissute, che poi alla lunga diventano un fardello difficile da sostenere. La più grossa opportunità di miglioramento è dentro di noi. Tutto ciò che facciamo o non facciamo, viene filtrata da questa incredibile struttura che è il nostro cervello. Parte tutto da lì».

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