La poesia del canottaggio ovvero si sapisse quant’è bell’ ‘j ‘a vucà

Il mondo del canottaggio è pieno di gente che crede d’illuminarsi d’immenso, soprattutto quando rema. Peccato, però, che non riesca quasi mai a vedere nulla. Nonostante tutta quella luce. Forse perché, come ha sottolineato Charles Bukowski, scrivere poesie non è difficile. Difficile è viverle.

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Foto di Mimmo Perna

Il canottaggio, invece, è pura poesia in movimento. E quando sono in barca la vedo ovunque. Il problema è che non sono in grado di fermarla sulla carta. Almeno non come vorrei. Per fortuna esistono canottieri capaci di farlo. E anche molto bene. Mimmo Perna, maestro del remo, di immagini e di parole, è uno di questi.

La poesia del canottaggio

E nella sua poesia dedicata all’arte del remo, Mimmo Perna ha scelto l’unica lingua in grado di dare una forza fuori dal comune ai suoi versi: il napoletano. Una decisione quasi obbligata, perché come ha scritto il drammaturgo russo Daniil Charms, bisogna scrivere versi tali che a gettare una poesia contro la finestra, il vetro (soprattutto quello che abbiamo davanti agli occhi) si deve rompere.

Foto di Mimmo Perna
Foto di Mimmo Perna

Si sapisse…

Si sapisse quant’è bell’ ‘o canottaggio,
si sapisse quant’è bell’ ‘j ‘a vucà,
si sapisse comm’è bello cu’ ‘ll’amice a ridere e a pazzià.
Si sapisse quant’è bello arrivà primmo
e aizà ‘e mmane all’aria;
si sapisse c’alleria, che gioia, quà felicità.
Si sapisse che passione ca nce’ stà dint’a stu core
pe ‘sta vera prufessione.
Si sapisse quantu tiempo ca se perde,
si sapisse quante storie se sò fatte,
si sapisse quanta gente se ne fotte ca t’e fatt’ ‘o core rutt,
restanno sempe a suppurtà.
Si sapisse…
e allora dicisse: ”quant’è bell’ ‘j a vucà”.

••••

Se sapessi…

(traduzione a cura di Massimo Cargnel)

Se sapessi quanto è bello il canottaggio,
se sapessi quant’è bello remare,
se sapessi quanto è bello ridere e scherzare con gli amici.
Se sapessi com’è bello arrivare primo
e alzare le braccia al cielo.
Se sapessi che allegria, che gioia, che felicità.
Se sapessi che passione che c’è in questo cuore
per questa vera professione.
Se sapessi quanto tempo che gli si dedica,
se sapessi quante storie che da lí son nate,
se sapessi quanta gente è incurante del lavoro duro che hai fatto,
e tu tollerando ogni cosa continui comunque con passione.
Se sapessi…
Solo allora diresti: “Quant’è bello remare”.

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