Hai voluto fare canottaggio? E allora pedala!

Esiste uno stretto legame tra il canottaggio e il ciclismo. All’apparenza molto diverse tra loro, queste due discipline possono rivelarci molte cose, se si ha l’anima predisposta e la mente sufficientemente aperta. La barca e la bicicletta ti insegnano che cos’è l’equilibrio. La fatica. La libertà.

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José Casiraghi in azione sui pedali

Ecco perché la maggior parte dei canottieri, dall’azzurro José Miguel Casiraghi al più scarso degli amatori (per esempio io), si allenano spesso in bicicletta. Non solo per il benessere dei propri quadricipiti. Seduti su un carrello o su un sellino impariamo a vivere, un metro alla volta. Perché il nostro sport è da sempre un lungo viaggio alla ricerca di noi stessi.

Fai canottaggio? Allora pedala!

«L’equipaggio, il gruppo, il gregario o il capovoga, chi guida l’ammiraglia e l’allenatore», sottolinea José. «Poi succede anche che l’allenatore segua le barche, pedalando sulla ciclabile o lungo la riva, e allora tutto torna… Così non puoi che scendere dalla barca e salire in sella pure tu. Stremato verso casa o pedalando con l’aria in faccia verso nuovi orizzonti». Quanta poesia.

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Tuttavia, la bicicletta non è solo un mezzo per mettere alla prova le gambe. In sella alla mia bici, ho quello che in barca ancora mi manca: il controllo. Non del mezzo meccanico, ma delle mie reazioni agli avvenimenti che accadono intorno a me. Perché dall’alto del mio sellino non solo guardo il mondo da una prospettiva privilegiata, ma sono in grado di prevedere il futuroStare in equilibrio su due ruote in qualunque città, infatti, sviluppa il proprio grado di “attenzione” nei confronti di interferenze esterne quali pedoni, animali, automobili, motocicli e altre calamità naturali. 

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José Casiraghi

Per quanto mi riguarda, poi, la mia speciale pista di allenamento è un tracciato urbano particolarmente ostico: il capoluogo lombardo. E Milano non è una città per canottieri, e nemmeno per ciclisti.  Ma non posso rinunciare alle due ruote. Perché quella della bici è l’unica catena che ti rende libero e ti fa capire che non è solo con la forza del proprio corpo che si scalano le montagne. E meno male, perché fare canottaggio è proprio come andare sulle due ruote. Tranne la parte che riguarda la discesa. Ma sono un canottiere, ho voluto la bicicletta e adesso pedalo. Anche se la preferivo con il sellino.

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