Canottaggio? No, volley. Fortissimamente volley

C’è baruffa nell’aria. In realtà c’è sempre stata. Ma quelli in cui viviamo sono tempi cupi, in cui le opinioni personali (e legittime) vengono amplificate (e distorte) oltre i livelli di guardia dall’uso dei Social Network, troppo spesso efficace strumento divulgativo di retorica a buon mercato.

Il 4 di coppia campione del mondo. Da sinistra: Giacomo Gentili, Luca Rambaldi, Andrea Panizza e Filippo Mondelli. Foto di Mimmo Perna
Il 4 di coppia campione del mondo. Da sinistra: Giacomo Gentili, Luca Rambaldi, Andrea Panizza e Filippo Mondelli

E così, il bersaglio delle critiche diventano i media nazionali e in particolare la prima pagina della Gazzetta dello sport, dove il canottaggio non viene mai menzionato, nemmeno quando porta l’Italia ad essere prima nel medagliere e le fa vincere un titolo mondiale in una specialità (il quattro di coppia) che non saliva sul gradino più alto del podio da vent’anni.

Fortissimamente volley

Lasciando i giudizi sul valore tecnico di questa vittoria nel medagliere al direttore tecnico della nazionale Franco Cattaneo (trovate il suo lucido intervento a questo LINK), mi permetto di dire che si parte sempre da un concetto sbagliato: lo sport che mi appassiona è superiore a tutti gli altri a prescindere e merita più spazio e attenzione. E siccome questo non avviene mai (e non è solo il caso del canottaggio), si grida al complotto, a non si sa bene quale indottrinamento coercitivo ci venga somministrato per “costringerci” a seguire quello che i “poteri forti” ci propinano. Ci si appella a una cultura sportiva che non esiste, si sprecano gli strali contro scelte editoriali scellerate.

Foto di Mimmo Perna
Foto di Mimmo Perna

Però, nessuno sottolinea che ai recenti mondiali di volley (tanto per fare il paragone con una disciplina più alla nostra portata rispetto all’odiato calcio e che comunque ha dieci volte il numero dei nostri tesserati), l’Italia sta raccogliendo su Raidue una media di due milioni di telespettatori (in prima serata) e uno share che sfiora (e in alcuni casi supera) il 10 per cento. Quindi la domanda che vi dovete porre non è “perché il canottaggio non va in prima pagina sui quotidiani (sportivi e non) o in diretta sulle reti Tv e gli altri sì?”. Perché la risposta non piacerebbe a nessuno. No, la domanda che ci dobbiamo fare è: come possiamo fare per raccogliere almeno la metà di questi risultati?

lodovicino9

Come possiamo rendere il nostro prodotto più spettacolare (e quindi mediaticamente più appetibile) affinché anche un non appassionato abbia voglia di guardarsi una gara (che spesso anche per un appassionato risulta noiosa)? Come possiamo far aumentare la domanda (che è l’unica cosa che permette all’offerta di crescere)? Come possiamo far fare un salto nel 2018 (quasi 2019) a uno sport bellissimo, ma che resta testardamente ancorato a un passato altrettanto stupendo e glorioso, ma che non ci aiuterà mai a uscire dai confini della differita di Raisport e anzi rischia addirittura di farci uscire dal programma Olimpico (e non è uno scherzo)? Dove sono i nostri Ivan Zaytsev, gli Osmany Juantorena per tacer del resto? Li abbiamo? E se ci sono, perché nessuno (o quasi) al di fuori del mondo del remo li conosce?

Davide Tizzano e Agostino Abbagnale
Davide Tizzano e Agostino Abbagnale

Nel suo primo mese alla Juventus, Cristiano Ronaldo ha fatto vendere 55mila magliette. Oggi, per acquistarne una ci vogliono due mesi di attesa. Insomma, la verità è sotto gli occhi di tutti: abbiamo smesso di essere un popolo di Abbagnale tanto (troppo) tempo fa. Ma ci rifiutiamo di accettarlo. Perché fa male. Perché è più facile accusare gli altri, dare “dell’ignorante” a chi preferisce un altro sport al canottaggio. Non è così che funziona. Quindi, il giorno in cui arriverà un canottiere o un equipaggio in grado di portare 80.000 persone (ma ne basterebbero anche 10.000) sul lago di Varese (cito a caso uno degli specchi d’acqua a me più cari) o due milioni di telespettatori (minimo sindacale) per vederli remare, allora le cose inizieranno a cambiare. Da sole.

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