L’insostenibile leggerezza dell’essere un Peso Leggero

Ricordo bene la prima volta che mi sono seduta sul carrello di un remoergometro. Era lunedì 1° settembre 2014. E si sa che il lunedì è per eccellenza il giorno migliore per iniziare qualcosa di nuovo.

Fino ad allora nessuno mi aveva mai detto che il creato si suddividesse in due grandi categorie. Distinguevo le persone solo per genere maschile o femminile, ignara che a spaccare il mondo in due fosse l’ago della bilancia!

L’insostenibile leggerezza dell’essere

Prima che l’Indoor Rowing entrasse in me, vivevo una vita fatta di aperitivi, pub, pizzerie, giapponese no limits, di “versace n’altro litro”… una vita che oggi definirei da assoluta! Eh sì, perché in quel settembre 2014 scoprii che a questo mondo siamo divisi in due grandi specie: i pesi leggeri e i pesi assoluti. Da quel momento conoscere nome, età, origine di una persona sarebbe diventato secondario. “Ciao! Sei PL o assoluto?”, perché se sei un PL mi puoi capire, se sei un assoluto non fare il mio errore di scegliere di essere un PL! Scelsi e, sottolineo “scelsi”, di essere un peso leggero perché la bilancia mi indicava chiaramente quale fosse la mia categoria naturale di appartenenza, ovvero l’altra, ma lo volli fortissimamente perché affermare di essere un peso leggero mi sembrava significasse dire di essere sempre in forma, per cui nessun dubbio! Da quel momento sapevo cosa volevo fare nella vita: la PL!

battito

Da quella prima lezione sono passati 4 anni tra Challenge, gare internazionali e record mondiali, ma ancora non ho imparato a essere una PL naturale e continuo a essere una PL al limite! Quattro anni passati così allo sbando, oscillando tra i 61 e 62 kg senza riuscire a calare quei 5 kg utili a essere idratata e sazia prima di una gara. C’è chi vive una vita spericolata e c’è chi la vive al limite… del peso! Chi come me è un peso leggero al limite sa bene che la prima gara sarà contro la bilancia! Nella settimana pre-gara un assoluto si deve preoccupare solo dello scarico muscolare, un PL invece entra nei giorni del Ramadan: astensioni da cibi tentatori, esperimenti nutrizionali del tipo “sono più salutari 50gr. di semi di girasole o due rape rosse precotte?”, gli unici piatti gourmet ammissibili sono quelli televisivi di MasterChef. Impari a saziarti solo con gli occhi e a fine puntata ti senti pieno!

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In questi sette giorni non esistono più dietologi o nutrizionisti, l’unica bocca della verità è la tua bilancia. Curiose leggende narrano che sparse per casa vi siano nascoste mattonelle in grado di ingannare la bilancia e farti pesare quei 200 grammi in meno, utili a giustificare la tua cena. Le provi tutte, non lasci nulla di intentato e suoni anche al vicino. Se esiste quella mattonella, io la troverò! E ci siamo! Il giorno della gara arriva e la prima pesata avviene la mattina a casa, a digiuno dalla colazione del giorno prima, vedi che sei sotto di 300 grammi rispetto al limite, non hai molti margini, devi ancora rinunciare a mangiare, a bere e devi respirare con cura fino al momento del peso ufficiale! Essere una PL mi ha insegnato il valore della puntualità perché esattamente un’1h 59 minuti e 59 secondi prima della gara mi presento al peso!

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Li riconosci subito i pesi leggeri al limite perché, a differenza dei PL naturali, fanno la fila agli accrediti con addosso l’essenziale! È questo il momento del verdetto, nel limite o oltre il limite, dentro o fuori, PL o non PL. Ti fai un ultimo esame di coscienza sulle calorie e i chicchi di riso assunti negli ultimi giorni, sei già andato in bagno una decina di volte nell’ultima ora, fatto due rampe di scale a caso per sicurezza e arriva il tuo momento. Il giudice ti guarda, ti indica la bilancia, è l’ora di salire! Ti giochi il tutto per tutto e mentre metti il primo piede sulla bilancia tiri fuori tutta l’aria che hai nei polmoni, sali e resti lì immobile quasi cianotico, inventando nuovi trucchi di lievitazione da terra! Esce il risultato 60.9kg… anche oggi sono una PL! La gioia che hai dentro è incontenibile, vorresti abbracciare e baciare il giudice, ma ti moderi e ti limiti ad allungare il braccio, lui ti porge il braccialetto dei PL e con il tuo miglior sorriso gli rispondi “Sì, lo voglio!”. SONO UNA PL me lo ripeto soddisfatta perché in parte ho già vinto!

I coraggiosi Pesi Leggeri che hanno stabilito il nuovo record del mondo sulle 24 ore consecutive

Raccolgo velocemente tutti i vestiti sparsi, raccolgo anche l’anima che avevo tolto, perché si sa che anche la coscienza ha un suo peso e prima di allontanarmi dall’area peso rivolgo un ultimo sguardo di disprezzo a quei PL che ora si stanno pesando con lo zainetto sulle spalle… Esiste un girone per quelli come voi! Vorrei tatuarmi quel braccialetto sul braccio, postarlo subito su Facebook #ancheoggiPLfinalmentestaserasemagna, ma non c’è tempo per fare foto! Esci fuori e inizi a correre, ti senti leggero, di una leggerezza che definiresti… insostenibile! Nel senso che la sostieni ancora per poco, perché quella corsa ha un’unica direzione, il tuo armadietto. Lo apri e tiri fuori il tuo tesoro: una cofana di riso in bianco scondito davanti alla quale si rischia di perdere dignità! Lo accompagni con 2 litri d’acqua, due barrette al cioccolato, tre mandorle, un gel agli agrumi… peso recuperato!

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Laura Ghioldi

Da questo momento tutto il resto è gara … il meglio deve ancora venire! “Sei proprio come me, ti riduci sempre all’ultimo!” mi ripeteva una persona che ora mi segue solo dal cielo. Ma siamo fatti così, siamo PL al limite viviamo perennemente in bilico, acrobati del peso, alla ricerca di quell’equilibrio perfetto che tenga alto il nostro umore e basso l’ago della bilancia e quando lo troviamo … è già l’ora di romperlo! In gara non c’è più spazio per freddi calcoli sulle libbre, è l’ora di ROW!

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