Momenti di trascurabile felicità

Questa mattina sono felice, perché il mio compagno di barca mi ha detto che remare con me è fantastico. Scherzo, non l’ha detto. Non ho un compagno di barca. E non sono nemmeno felice.

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D’altronde nel canottaggio, proprio come nella vita, la felicità è custodita in pochi momenti. Spesso durano non più di un pensiero e la maggior parte delle volte vengono frettolosamente catalogati  come “trascurabili”.

Momenti di trascurabile felicità

Solo dopo si comprende che in realtà non lo sono. Come quando devi uscire con l’8, ma sei in ritardo e hanno già messo la barca in acqua. Quando in canottieri trovi subito un armadietto libero o quando non c’è la fila per fare la doccia e puoi stare cinque minuti in più sotto l’acqua calda. Quando puoi sceglierti i compagni di barca. E anche quando trovi tutti i remoergometri occupati. Quando contraddici il coach con motivazioni plausibili e lui non sa cosa risponderti. E ti guarda come per dire “stavolta mi hai fregato”.

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Ed è meraviglioso scoprire che quei minuscoli e all’apparenza insignificanti frammenti delle nostre esperienze remiere sono momenti di felicità. Anche se vivono solo in quell’attimo e inevitabilmente vengono subito messi da parte e dimenticati nella frazione di secondo successiva. Come quando qualcuno (non tu) è caduto in acqua il giorno prima e sul banco della segreteria trovi un vassoio di dolci e ti dicono “serviti pure”. Quando fai meno serie di quelle che avresti dovuto fare e l’allenatore non se ne accorge. Quando sbirci sul display del tuo vicino di remoergometro e stai andando più forte di lui.

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Quando qualcuno ti dice “cavoli quanto sei diventato grosso!“. Quando hai finito di allenarti e puoi tornare a casa dalla tua famiglia. Quando fai una gara e senti le voci degli amici e dei compagni che ti incitano fino alla fine, anche quando arrivi ultimo. Quando qualcuno ti chiede se potete allenarvi insieme. Quando il coach deve fare una dimostrazione per far vedere gli errori più comuni che si commettono in barca. E non sceglie te. Quando tutti ti salutano quando arrivi. Quando tutti ti salutano quando te ne vai.

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Insomma, la felicità c’è. E’ ovunque intorno a noi. E si sente. Attimi unici, fugaci e irripetibili, e proprio per questo così poetici. Pieni di verità e molto spesso preziosi indicatori del reale senso della nostra vita. Come quando guardo in televisione l’ennesima replica di Spider-man e sorrido, perché mentre tutti gli altri sognano di essere un supereroe, io vorrei solo essere morso da un canottiere di vent’anni. Radioattivo.

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