Breaking 2 hours ovvero rompere il muro delle 2 ore sul Concept2

A distanza di pochi giorni dalla strepitosa impresa del keniano Eliud Kipchoge, capace di correre una maratona sotto le due ore (a Vienna il campione olimpico di Rio 2016 ha corso i 42,195 chilometri in 1h 59′ 40”) sono in tanti quelli che hanno iniziato a porsi il quesito: è possibile scendere sotto le due ore utilizzando il Concept2, sulla stessa distanza?

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Domanda legittima, se si considera che il record sulla mezza maratona sul Concept2 è 1:07:58 (Il neozelandese Eric Murray) e quello sulla distanza della maratona è di 2:21:08 (Il canadese Ben de Wit). Tempi poi non così lontani dai record realizzati nell’atletica.

Breaking 2 hours

Purtroppo, tra la corsa e l’Indoor Rowing la differenza sui tempi spesso non ci dice la verità sulla prestazione fisica da ottenere per abbassare un record dello stesso numero di secondi o minuti. Il problema è nella fisica che contraddistingue queste due discipline e di conseguenza sulle forze che si oppongono agli atleti durante la performance.

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Nella corsa, gli atleti hanno come loro primo nemico la forza di gravità. Oltre il 90% dell’energia speso da un corridore serve a combattere questa forza e se il percorso ha anche dei dislivelli importanti, questa percentuale arriva a oltre il 95/98%. Tutto ciò si traduce in una indipendenza del consumo energetico per km percorso al variare della velocità – almeno fino a 20/22 km/h- e di conseguenza a una crescita  lineare della potenza richiesta dall’atleta per incrementare la sua velocità. Quindi, se la velocità cresce del 10%, anche la potenza dovrà crescere del 10%.

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Sull’Indoor Rowing, essendo una simulazione del gesto remiero ed essendo il canottaggio uno sport non antigravitazionale (l’atleta si muove sempre alla stessa quota e non cambia la posizione del proprio baricentro come nella corsa), la forza dominante è quella idrodinamica in barca e aerodinamica sul Concept2. Entrambe queste forze, che si oppongono all’atleta, crescono con il quadrato della velocità e di conseguenza la potenza, che è il prodotto tra la forza e la velocità, cresce con il cubo di quest’ultima.

Il record del neozelandese Eric Murray
Il record del neozelandese Eric Murray

Questa differenza, rispetto alla corsa, ci dice che se la velocità – quindi la prestazione cronometrica – migliora del 10%, la potenza richiesta cresce del 33% (1,1×1,1×1,1 =1,33) e, di conseguenza, se la velocità raddoppia la potenza cresce di 8 volte. Questa parentesi di fisica serviva a comprendere che se dal 1950 ad oggi, nella maratona, i tempi si sono abbassati di circa il 10%, con un incremento della potenza degli atleti pari alla stessa percentuale, affinché sul Concept2 avvenga lo stesso la potenza dovrà crescere del 33%, ovvero un incremento più che triplo rispetto ai maratoneti.

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Quindi, se si volesse abbassare il record sul Concept2 attuale di 2h e 21 minuti sotto le due ore, la velocità dovrebbe crescere del 17,2 % con un incremento della potenza richiesta di oltre il 60%, portando la potenza da sviluppare da circa 346 Watts a oltre 560 Watt. Un valore di prestazione che, attualmente, quasi tutti i più grandi campioni di canottaggio non riescono neanche a registrare sulla distanza dei 2000 metri. In definitiva se scendere sotto le 2 ore nella maratona di corsa è stata un’impresa titanica, ma fattibile e molto probabilmente ancora migliorabile, quella sul Concept2 è assolutamente un’impresa impossibile. Almeno per i prossimi 2/3 millenni!

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