Lo scrittore George Orwell sosteneva che “lo sport serio non ha nulla a che vedere con il Fair Play. E’ colmo di odio, gelosie, millanterie, indifferenza per ogni regola e piacere sadico nel vedere la violenza: in altre parole, è la guerra senza le sparatorie”.
Una massima che può valere per tanti sport, il calcio in primis, ma non per il canottaggio, disciplina professionistica, ma ancora “divertente”, sia per chi la pratica e sia per chi la segue.
La Federazione Italiana Canottaggio e il suo Codice Etico
Il 18 Aprile del 2009, il Consiglio federale approvava il Codice di Comportamento Etico Sportivo della Federazione Italiana Canottaggio. Si tratta di un documento, rivolto alle società e a tutti i tesserati, quale invito a non dimenticare mai, nemmeno per un momento, i valori di riferimento cui si ispira la disciplina remiera e la sua importante funzione educativa.
Demagogia a parte, in un momento storico e culturale dove l’etica non vale più nulla, credo sia necessario avere una guida morale da cui prendere ispirazione. Non parlo solo di remare, ma soprattutto di vivere. Chiunque volesse rinfrescarsi la memoria, può farlo a questo LINK.






