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Io, il canottaggio e Novak Djokovic

Nonostante non sia molto considerata, la geometria è una materia estremamente comoda. Eppure, il triangolo no, non l’avevo considerato. La colpa, in questo caso, è di Novak Djokovic, che ha pensato bene di scrivere nel suo libro, Il punto vincente (Sperling & Kupfer, euro 16.90), come ha fatto a trasformarsi da “ottimo tennista” a “miglior tennista” del mondo.

Novak Djokovic (26 anni)

Novak Djokovic (26 anni)

In realtà, il problema non è nemmeno il tennista serbo, bensì il canottaggio. O meglio l’influsso che questo sport ha sulla psiche umana. La mia in particolare. Per quanto mi riguarda, infatti, vincere non è tutto. E’ l’unica cosa che conta. E siccome il futuro è già qui, non nei prossimi 5 anni, ma nei prossimi 5 minuti, mi sono subito chiesto se il metodo che l’atleta serbo ha seguito per diventare uno dei tennisti più forti di sempre sia in qualche modo applicabile anche alla disciplina del remo.

Novak Djokovic tra me e il canottaggio

Il metodo Djokovic altro non è che un regime alimentare molto controllato. Infatti, nel 2010 il tennista serbo si è scoperto intollerante al glutine e da quando lo ha eliminato dalla propria dieta la sua vita professionale è cambiata, come lui stesso ha ammesso: «Ero più leggero, più veloce, più lucido nella mente e nello spirito. Potrei dire che quando mi svegliai quella mattina , mi sentii profondamente diverso da quello che ero stato fino a quel momento, forse fin dall’infanzia. Balzai dal letto, pronto a “spaccare” la giornata”».

Djokovic

Sarebbe meraviglioso se, per diventare numeri uno del mondo nei rispettivi sport, bastasse evitare di ingerire glutine. Purtroppo non è così. La verità è il metodo Djokovic è personale, va bene per lui ed eventualmente per le persone celiache, ma non è una soluzione applicabile a chiunque. Certo, una dieta equilibrata non può che fare bene, ma questa è la scoperta dell’acqua calda. Alla fine, tra le pagine di questo libro non ho trovato la formula magica per diventare un canottiere di successo. Quindi, ancora una volta, mi tocca seguire il metodo dei miei allenatori Gigi Ganino e Mario Palmisano: «Peppì te aia’ sul allenà!» (Giuseppe, ti devi solo allenare, ndr). Parole sante. E loro non hanno mai scritto un libro, ma forse dovrebbero farlo.

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Giuseppe Lamanna

Giuseppe Lamanna

Campione Olimpico nel perdere tempo, sono un giornalista che rema o un canottiere che scrive

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