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Milano non è un Paese per canottieri

Di lei dicono che sia la regina della moda, il centro nevralgico dell’economia italiana, un importante polo culturale, il posto più divertente del mondo. La dura verità è che Milano è solo la miniatura di una grande capitale.

Milano

Perché Milano è un enorme conglomerato di eremiti (Eugenio Montale). Perché Milano è un paese dove chi ha testa cerca di comandare o se ne va (Pietro Verri). Perché Milano è sterile, come il deserto, e per starci bisogna essere attrezzati (Sandrone Dazieri). Perché Milano non è un Paese per canottieri.

Non è un Paese per canottieri: è Milano

All’interno del capoluogo lombardo, sono due i luoghi designati a praticare la disciplina del remo: il Naviglio e l’Idroscalo. Mentre il primo è una pozza d’acqua stretta, trafficata e fetente (ma questa è solo un’opinione personale), il secondo potrebbe essere un vero e proprio gioiello, un polo di eccellenza per il canottaggio italiano. In questo caso, il condizionale è d’obbligo, perché purtroppo così non è.

idroscalo

A partire dallo scorso giovedì 10 luglio, secondo l’ordinanza che il Direttore di progetto Idroscalo, il dott. Alberto Di Cataldo, ha inviato alle diverse società operanti sul bacino, l’Idroscalo è diventato più corto. Fino alle ore 21.00 del 30 settembre 2014, infatti, l’area del bacino a partire dalla Torretta dei 1.500 metri, posta sulla punta Sud dell’isola, alla riva Sud, per tutta la sua larghezza, sarà riservata all’attività di sci nautico, affidata all’A.S.D. Parco Sud Water ski School. Per chi non lo sapesse, sul bacino è già presente un impianto di teleski, costruito proprio per limitare l’uso di natanti a motore, consentendo comunque l’attività di sci nautico.

skiing

Bisognerebbe aprire un capitolo a parte per chi a Milano sente la necessità di fare sci d’acqua, ma lasciamo stare. La sostanza è che uno dei migliori campi di regata e di allenamento d’Italia è stato improvvisamente troncato di un terzo della sua misura. Solo a Milano poteva succede una cosa del genere. Perché questa è la città dove ci si lamenta del traffico, ma dove le cenerentole sono i mezzi pubblici (nel senso che dopo mezzanotte non circolano più). Perché questa è la città che sostiene la cultura e poi lo storico teatro Smeraldo diventa la nuova sede di Eataly. Perché questa è la città dell’Expo 2015, ma quando la pioggia la lava, prima la sporca e poi la blocca. Perché questa è la città che ambisce a diventare la più eco-sostenibile d’Italia, ma l’unica cosa verde è la benzina e le piste ciclabili sono disegnate in mezzo alla strada.

Un esempio di sicurissima pista ciclabile nel centro di Milano

Un esempio di sicurissima pista ciclabile nel centro di Milano

Non poteva esprimersi meglio Francesco Re, veterano e grande saggio del remo, quando sul nuovo scempio compiuto all’Idroscalo ha commentato: «E’ come se allo stadio Meazza avessero riservato un terzo della sua lunghezza per la scuola di tamburello». Milano è una città che offre molto, ma in cambio pretende tutto. Però, adesso esagera. Posso anche accettare che il futuro non sia più quello di una volta, ma voglio remare e voglio poterlo fare fino in fondo.

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Giuseppe Lamanna

Giuseppe Lamanna

Campione Olimpico nel perdere tempo, sono un giornalista che rema o un canottiere che scrive

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