Caro Babbo Natale, come sicuramente saprai, quest’anno non sono stato un canottiere irreprensibile. Anzi, il contrario. E se proprio vogliamo essere onesti fino in fondo, ho anche raccolto molto di più di quanto seminato. Quindi, non penso che sotto l’albero troverò l’agognato skiff.
Tuttavia, visto che è già abbastanza triste svegliarsi la mattina di Natale e ricordarsi di non essere più un bambino, credo lo stesso di meritarmi un regalo. E il tuo compito sarà difficile, perché mi piacerebbe ricevere qualcosa che purtroppo non si può comprare su Amazon: tanto coraggio.
Babbo Natale: lettera di un canottiere
Non fraintendermi, non sono un vigliacco. Però, ho davvero bisogno di una dose extra di questa virtù per affrontare il nuovo anno e diventare finalmente un canottiere. Il coraggio, infatti, mi servirà per assecondare la condizione necessaria che Gigi Ganino e Mario Palmisano mi hanno imposto per riuscire nell’impresa: il cambiamento.
E ho paura. Sì, perché per cambiare atteggiamento e mentalità dovrò sradicare le mie convinzioni su quello che credo di sapere su questo sport con tutta la forza che possiedo. E probabilmente mi resteranno le cicatrici. Per portare a termine con successo questo percorso, per creare un’evoluzione nella mia mentalità sportiva, ho bisogno di coraggio. Perché dovrò fare scelte coraggiose.
Alla fine, caro Babbo Natale, non mi sembra di chiedere poi molto. Solo il coraggio di diventare generoso come Gigi Ganino, che quando vale la pena rischiare è disposto a giocarsi tutto quello che ha dentro; tenace come Stefano Lo Cicero, il cui esempio mi spinge a provarci sempre e comunque. Perché non importa ciò che si fa, a prescindere dal fallimento o dal successo, perché l’esperienza è una forma di successo in sé.
Di essere un canottiere di fede come Mario Palmisano, che continua a ripetermi di pensare meno. Perché se il cervello ci fa capire quanto siamo piccoli, è il cuore a dirci quanto possiamo essere grandi. Di diventare un gigante del canottaggio come Francesco Rofi, dal quale ho imparato che non serve a niente avere una tempesta nel petto, se poi non hai un cuore a misura d’oceano. E di iniziare a pensare come Vincenzo Triunfo, perché come dice sempre lui: un canottiere deve avere più fisica nella testa che fisico al di sotto della stessa. E già che ci sei, fai un regalo anche a loro. Niente coraggio. Non ne hanno bisogno. Magari un po’ di pazienza.

Sarah
Caro Giuseppe
avere un cuore a misura di oceano… che splendida immagine !!! Credo proprio che quest’anno Babbo Natale ti accontenterà anche perché da quello che ho potuto vedere non ha poi così tanto lavoro da fare !!! Il 14 dicembre tu di coraggio e di voglia di fare ne hai dimostrato a remate… solo gli sportivi dal cuore grande possono recuperare come hai fatto tu senza perdersi d’animo e arrivare pure sul podio !!! Attendendo il nuovo anno magari per vogare insieme se ne sarò’ all’altezza ti faccio tanti auguri !!!
Giuseppe Lamanna
Speriamo! Anche tu passa uno splendido Natale, sono sicuro che quel vecchio panzone nel suo sacco ha un dono prezioso anche per te! Un abbraccio
Mike De Petris
Tanti auguri Giuseppe, se vorrai, ce la farai.
Giuseppe Lamanna
Grazie mille Mike, anche a te!