marzo, 2015

Bene, bravo: 8+

Per un canottiere il carrello di un 8+, la regina delle barche, è tutto. Non può essere regalato: te lo devi conquistare. Ecco perché tempo fa, quando Mario Palmisano me ne offrì uno per preparare una gara, gli dissi che non potevo accettarlo. Per la precisione, risposi “non faccio remoturismo”. Parole che non avrei mai pronunciato vicino a orecchie inesperte. Ma davanti a uno dei massimi interpreti che il nostro sport abbia mai avuto in questa specialità, non c’era il rischio di equivoci. Bene, bravo: 8+ Secondo il significato dei numeri, l’8 rappresenta la capacità di raggiungere risultati duraturi. Sotto la sua influenza, si è incoraggiati ad assumere un ruolo di potere, con la consapevolezza delle responsabilità che questo comporta. Il motivo del…

Arrivederci amore, ciao

Remare o non remare, questo è il problema. Per un canottiere, almeno una volta all’anno, l’amletica esitazione riguarda il rinnovare o meno la quota sociale al proprio circolo di canottaggio. La mia, per esempio, è scaduta da più di due settimane. Roberto Gervaso diceva che nella vita ci sono dubbi che vanno risolti, altri che non possono essere risolti, altri ancora che è meglio non risolvere. Ma se con il dubbio si cresce molto, è anche vero che si vive male. Ecco perché arriva un momento in cui una scelta, seppur dolorosa, va fatta. Arrivederci amore, ciao Non è facile prendere certe decisioni, soprattutto dopo l’annus horribilis appena trascorso. Nel 2014, infatti, i canottieri milanesi hanno dovuto fare i conti…

I canottieri che rifecero l’impresa

Prendete due barche, dieci canottieri e un’idea. Anche folle. Partire dal Naviglio Grande di Milano e arrivare a Venezia remando. Impossibile? No. Solo complicato. Allora iniziate a spremervi le meningi. Pensate, immaginate. Fatevi ossessionare. All’occorrenza sognate pure. Riempite ogni fibra del vostro corpo con questo pensiero. Isolatevi da tutto il resto e diventate la vostra idea. Solo allora, scoprirete che la strada per il successo è un’antica via lastricata di acqua. Siete a buon punto, il meno è fatto. Adesso, anche a voi non resta che trovare dei ReMI VEri. I canottieri che rifecero l’impresa La Canottieri San Cristoforo, infatti, i suoi ReMI VEri li ha già trovati. Dieci alfieri che dal 16 al 24 maggio 2015 ripercorreranno l’antica idrovia…

Madre Natura è una puttana!

Qualcuno ha detto che il canottaggio non è una disciplina invisibile. Lascia un’impronta su tutti. Allora, ti domandi dove siano i tuoi segni. Perché dopo mesi di sangue, sudore e lacrime, hai ancora i quadricipiti come quelli di Benedetta Parodi. Continui a guardare, ma oltre alle piaghe sulle mani non vedi nulla. Poi, ti si avvicina uno come Mario Palmisano. Lo guardi. Capisci che il canottaggio non c’entra e comprendi una cosa che Charles Darwin ha taciuto a tutti: Madre Natura è una puttana. Non ci puoi fare niente. Che puttana, Madre Natura! Palmisano si siede accanto a te. In fronte ha scritto “nun teng voglia e’ fa’ nu’ cazz”. S’intallea, come si dice a Napoli, ovvero…

Foto di Mimmo Perna

Il canottaggio è donna

Se pensate che le donne siano il sesso debole, non avete mai incontrato una canottiera. Sembrano diverse dalle altre rappresentanti del gentil sesso. Alla seta preferiscono lo spandex e se volete renderle felici, non regalatele mimose. Presentatevi con mazzi di scarpe. Sportive, naturalmente. Non fatevi ingannare dalle apparenze. La canottiera è il tipo di donna che si incontra una sola volta nella vita. Se siete molto fortunati, due. Citando Eleonor Roosevelt, è come una bustina di tè: non si può dire quanto sia forte fino a che non la si mette nell’acqua. A renderla bollente, poi, ci penserà lei. Dici canottaggio e pensi a una donna Anche di fronte ad una sola canottiera, qualunque uomo ha la sensazione di…

Quello che i canottieri non dicono

Nel canottaggio, il peggior avversario che dovrete mai affrontare siete voi. Al mondo, non esiste un atleta che non si sia sentito ripetere questa frase dal proprio allenatore. E’ successo anche a me. In parte è vero. Tuttavia, quello che i canottieri non dicono è che in questo sport gli amici vanno e vengono, ma i nemici si accumulano. Perché se la nemesi di un atleta è l’atleta stesso, al secondo posto c’è proprio il suo allenatore. Quello che i canottieri non dicono E’ un paradosso, ma accade. E nella maggior parte dei casi, la persona incaricata di farti crescere sportivamente non capisce che ti sta remando contro. Trasmettere la propria conoscenza è un compito difficile, nessuno lo nega. Tuttavia, con il passare del tempo gli allenatori hanno dimenticato…

Canottaggio: il battesimo dell’acqua

Secondo lo scrittore Haruki Murakami, ognuno lascia la sua impronta nel luogo cui sente di appartenergli di più. Noi abbiamo scelto di scrivere la nostra storia sulla superficie dell’acqua. E’ in questo elemento che ritroviamo e rinnoviamo noi stessi. Noi canottieri siamo nati dalle lacrime e dal sudore. Siamo fatti di acqua salata, come il mare. Sappiamo di venire da lì ed è lì che dobbiamo ritornare. L’acqua è la forza che ci tempra. Al mondo, non esiste un canottiere che non sia mai caduto dalla sua barca. E’ un’iniziazione. Un rito di passaggio. Lo chiamiamo il battesimo dell’acqua. Il battesimo dell’acqua Circa un anno fa, è toccato anche a me. Per l’occasione, ho…