La domenica del canottiere

Che sia bestiale o lunatica, per molti la domenica è quel giorno in cui si esce dal letto solo se in cambio ottieni delle lasagne. Parola del sagace Mirko Macari. Ma per un canottiere, dormire fino a tardi nel weekend significa svegliarsi alle 8.30.

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Non lo fa perché il mattino ha l’oro in bocca, ma perché uno sport come questo si pratica meglio durante le prime luci del giorno, quando il cervello non ha ancora capito bene che cosa stai facendo.

La domenica del canottiere

D’altronde, ogni famiglia ha le sue regole. E un alfiere del remo non le infrange, testa la loro elasticità. Pur amando il pallone (siamo sempre in Italia), per lui la domenica è tutto tranne il calcio. Lo stadio è per gli spettatori, un canottiere ha la natura, ed è molto meglio. Forse ha fede in Gesù, Allah, Buddha, Geova o Yahvè. Nella peggiore delle ipotesi non crede e si limita a stimarli. Da lontano. Preferisce essere in acqua e pensare a Dio, che essere in un luogo di culto e pensare al canottaggio.

Il poeta tedesco Heinrich Heine diceva che Dio ci perdonerà sempre: è il suo mestiere. Quindi non c’è da preoccuparsi. Tanto un canottiere raggiunge l’Eden durante le sue uscite in barca. Perché in acqua c’è un altro mondo, che solamente pochi mortali riescono a vedere. E anche se il suo Paradiso termina alla riva, non gli importa. In questo momento, il suo carrello è il centro dell’universo. E da questa postazione privilegiata, osserva il mondo che lo circonda, senza pregiudizi.

Persino lo sportivo della domenica gli sta simpatico. Lo riconosce subito. Come dice Rob Gere, è quello che va a correre vestito da Decathlon e viene superato da quelli con le infradito e la borsa della spesa. Malgrado tutto, ha la massima stima per chi ha sconfitto la forza di gravità presente intorno al divano. Poi, finite le sue pratiche d’acqua, il canottiere fa ritorno sulla Terra. Il suo viaggio onirico gli ha dato la carica per affrontare il resto della giornata. Avrebbe persino la forza di andare all’Ikea ad assistere al naufragio dell’umanità. Ma è meglio non esagerare, dopotutto domani è pur sempre lunedì.

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Giuseppe Lamanna

Campione Olimpico nel perdere tempo, sono un giornalista che rema o un canottiere che scrive

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