Non ricordo l’esatto momento in cui nella mia testa si è fatta strada la pazza idea di fare la maratona sul remoergometro. Perché un’impresa del genere, per lo sforzo che esige dal tuo corpo e soprattutto dalla tua mente, non si pianifica. Si fa e basta.
Eppure, in una tranquilla giornata di inizio dicembre, tra i vari lavori selezionabili sul display, la mia attenzione si focalizza su quello dei 42.195 metri. E’ un attimo. Mi volto verso il mio coach Paolo Braida e gli chiedo se la mattina della Vigilia di Natale ha impegni. Sorride, perché ha già capito. Sono Edoardo Margheri e questa è una storia che parla di remoergometro, record (anzi doppio record) e maratona.
Una maratona sotto l’albero
Tutto nasce all’inizio di dicembre, durante una seduta di pesi. E in quel momento che chiedo a Paolo: «Il 24 ti va di fare la maratona al remoergometro? Così ci sentiamo meno in colpa se per Natale mangiamo come dei suini». Lui, folle come solo i Pesi Leggeri sanno essere, accetta. Tra tutti i giorni disponibili, ho scelto proprio la Vigilia di Natale, pensando che il 25 e il 26 avrei avuto modo di riposarmi e recuperare. Così, alle 10.30 di giovedì 24 dicembre, iniziamo la nostra impresa.
I ragazzi del quattro di coppia Pl U.23 in posa con il presidente Giuseppe Abbagnale. Da sinistra: Matteo Mulas, Paolo Ghidini, Edoardo Buoli ed Edoardo Margheri.
Il mio amico Paolo Ghidini, con il quale nel 2014 vinsi l’argento ai Mondiali U.23, una settimana prima ha stabilito il nuovo primato italiano di categoria su questa stessa distanza. Però, a differenza sua, non sono così stoico da provarci senza la musica e sorbirmi il rumore della ventola per due ore e mezza. Ed è sulle note dei Killers che inizio la mia avventura. Il mio obiettivo è tenere 1:52 di media, quello di Paolo di andare sotto i 2:00. Decido per una tattica conservativa, partendo tranquillo nella prima parte per poi aumentare nella seconda. Paolo, invece, si mette subito a martellare a 28 colpi fin dal 1º minuto.
Edoardo Margheri, al centro tra coach Paolo Braida (a destra) e il suo compagno di doppio Emanuele Ferraiuolo, con il quale nel 2010 vinse il bronzo ai Mondiali junior di Racice
Tutto bene fino al primo rifornimento, verso il 14° km. Soprattutto grazie a Umberto Demagistris, che in queste fasi mi aiuta a perdere meno tempo possibile. Al secondo controllo, al km 23, è ancora tutto sotto controllo. Mi sento bene, il corpo risponde e vedo che tenere la media è abbastanza facile. Quindi mi “godo” la musica e vado avanti, decidendo di cambiare ritmo e mettermi sotto 1:50, aumentando i colpi ma non la spinta. Da questo momento, i miei pensieri si concentrano sulla tecnica, cercando di disperdere meno energie possibili.
E’ durante l’ultimo rifornimento, al 32º km, che mi rendo conto di aver fatto un grave errore. Ho pensato a mangiare, utilizzando gel di carboidrati, ma non a bere. Il mio corpo inizia a cedere e la media si alza. Impossibile continuare a tenere l’1:48. Ma il traguardo è troppo vicino per mollare proprio adesso. Stringo i denti e cerco di richiamare ogni singola goccia di energia che mi è rimasta in corpo. Non sento nemmeno più la musica. La mia testa è un flipper di pensieri. Inizio a fare calcoli assurdi su quanto manca all’arrivo, frazionando qualunque cosa mi venga in mente come metri o palate. Alla fine, chiudo con un buon 1:51,2 di media, che mi valgono il record italiano pl e il 4° tempo mondiale assoluto.
Coach Braida, invece, ha concluso la sua prova con una media di 1:57,7 , record italiano pl 30-39 e 2º tempo italiano pl assoluto. Il giorno dopo, abbiamo inviato alla Concept il materiale per convalidare i tempi, che ora sono ufficialmente nel ranking. Tra l’altro, mentre io ero a Sestriere a festeggiare la fine del 2015, la mattina di Capodanno Paolo faceva segnare la miglior prestazione dell’anno pl 30-39 sui 10mila metri (36:18,8). D’altronde, non per niente il coach è lui! Questa è la storia mia, di Paolo e delle nostre vacanze natalizie da “record” firmate Canottieri Esperia di Torino.




Mike De Petris
Complimenti a Paolo =)
Paolo Braida
Grazie Mike
E grazie Edo
Tutto merito della nuova tecnica e del nuovo programma