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Giampiero Galeazzi: E andiamo a vincere!

Giampiero Galeazzi è un monumento del giornalismo sportivo italiano. Anzi di più: è un vero e proprio supereroe. Sì, perché nella maggior parte dei casi (e io purtroppo rientro in questa statistica) il giornalista è un mestiere nel quale si passa la metà del proprio tempo a parlare di ciò che non si conosce e l’altra metà a tacere ciò che si sa. Ma se in questo lavoro io rappresento la regola, il mitico “Bisteccone” è sicuramente l’eccezione.

Giampiero Galeazzi (68 anni)

Giampiero Galeazzi (68 anni)

Eh già, perché in oltre quarant’anni di professione, questo inimitabile professionista ha saputo costruire la sua brillante carriera raccontandoci i tre grandi amori della sua vita: il calcio, il tennis e naturalmente il canottaggio. Oggi, grazie anche alla sua inesauribile passione remiera, il giornalista romano ha voluto chiudere un cerchio, firmando l’ultimo capitolo della sua straordinaria attività sportiva con il libro E andiamo a vincere - La gloriosa storia dei fratelli Abbagnale (Limina editore, 18 euro).

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I 10 problemi che affliggono un peso leggero maschile

Nell’universo sportivo del canottaggio, c’è una specifica categoria di atleti che mi è particolarmente cara: si tratta dei pesi leggeri. Per poterne far parte, la Federazione Internazionale Canottaggio (FISA) ha imposto determinate regole ai canottieri, ovvero essere al di sotto dei 72,5 kg di peso (media equipaggio 70 kg) per gli uomini e 59 kg (media equipaggio 57 kg) per le donne.

Il 4 senza pesi leggeri composto, da sinistra: Elia Luini, Martino Goretti, Armando Dell'Aquila e Livio La Padula

Il 4 senza pesi leggeri, da sinistra: Elia Luini, Martino Goretti, Armando Dell’Aquila e Livio La Padula

A questi atleti, in particolar modo agli uomini, va la mia simpatia e il mio sostegno, perché la loro esistenza sportiva è un’eterna lotta tra il tenere alto il proprio morale e basso il proprio peso. Questo perché la maggior parte delle persone ignora quali siano le gravi difficoltà quotidiane di questi ragazzi. Mi sono voluto immedesimare in uno di loro, per capire quali sono i 10 problemi che affligono un peso leggero maschile.

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Mario Palmisano, il maestro jedi del canottaggio

Nel canottaggio, come nella vita, nessun uomo (o donna) è un’isola, completo in se stesso, e soprattutto non arriva mai nella posizione che occupa in questo sport senza essere aiutato, sorretto, spinto, tirato e incoraggiato a fare meglio. Perché il limite più grande per un canottiere non è fisico o tecnico, ma mentale. E’ all’interno della nostra testa che si compie tutta la magia.

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Mario Palmisano (36 anni), maestro jedi e cintura nera di mental coaching

Tuttavia, la mente umana è spesso impossibile da capire. Esattamente come un paracadute, funziona solo quando è aperta. Il paradosso è che non si può esagerare nemmeno con le aperture, altrimenti va a finire che il cervello cade per terra. Serve equilibrio nella Forza mentale, qualità che scorre potente nelle vene di Mario Palmisano. Perché lui non è solo un formidabile atleta e un allenatore di canottaggio, ma un vero e proprio maestro jedi di questo sport. Continue Reading

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I 10 crimini contro il canottaggio

Lo scrittore e umorista Antonio Amurri sosteneva che: «La lotta alla criminalità organizzata è molto difficile, perché la criminalità è organizzata, ma noi no». Riflettendoci bene, non aveva tutti i torti.

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Nel caso specifico del canottaggio, la caccia ai responsabili è decisamente più semplice: i colpevoli siamo noi. E il crimine è sempre lo stesso: energia male indirizzata. Cari rowers, eccovi i dieci crimini contro il canottaggio: Continue Reading

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Avviso ai naviganti: il canottaggio siamo noi

Tutti gli uomini sono protagonisti della storia. Tuttavia, solo le vicende personali di pochissimi vengono raccontate. Anche in questo, il canottaggio non fa eccezione. Una discriminazione inevitabile, d’altronde, alla quale nel mio piccolo sto cercando di porre rimedio ogni giorno. Anche perché sono convinto che lo straordinario sia solo una questione di punti di vista.

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Personalmente, concordo con il filosofo libanese Khalil Gibran quando dice: «Le tartarughe potrebbero raccontare, delle strade, più di quanto non potrebbero le lepri». Ecco perché ho deciso di andare alla scoperte delle storie di chi “rema nell’ombra”. Perché il canottaggio siamo noi. Continue Reading