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Anche il canottaggio ha la sua danza: il valzer delle prue

In tanti anni di attività agonistica e amatoriale mi è capitato spesso, in particolare dall’indimenticabile voce di Giampiero Galeazzi, di sentire svariate similitudini tra il canottaggio e la musica: atleti come direttori d’orchestra, remi all’unisono come violini in perfetta sincronia. Tuttavia, raramente ho sentito qualcuno soffermarsi sul vero e proprio valzer che le prue delle imbarcazioni, durante una gara, sembrano danzare fra di loro, alternandosi al comando.

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Ancora più raro, se non improbabile, è ascoltare la spiegazione scientifica di tale danza e la causa di tanto alternarsi. Proverò a descriverlo in maniera semplice, anche se spesso appena si introduce la fisica in qualsiasi argomento, la semplicità diventa il più grande avversario in un tentativo di spiegazione del “perché accade ciò che accade!”. Partiamo proprio dalla “partenza”, unico momento in cui l’imbarcazione è ferma, le prue sono perfettamente allineate e tutti gli equipaggi si trovano con i loro vogatori nella stessa posizione ossia all’attacco. Siete pronti?… Via! Continue Reading

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Nel canottaggio non è necessario vincere per essere un vincente

Qual è il segreto per arrivare primi? Come si fa a diventare i numeri uno, a non avere rivali? Se lo chiedono ogni giorno, di solito inconsciamente, migliaia di atleti che si svegliano al mattino pronti ad affrontare la dose quotidiana di allenamento. Tuttavia, solo in pochi ce la fanno.

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Ma c’è una buona notizia. Perché se è vero che il vincitore è uno solo, di vincenti ce ne sono tanti. Già! Sì può vincere pur arrivando secondi, terzi, dodicesimi, ultimi. Perché il vero vincitore è chi, di fronte a una sfida, non si tira indietro. Un concetto che va ben oltre lo sport. E abbraccia la vita. Vince chi ci prova, chi si cimenta e va avanti, chi non ha paura di lanciarsi, chi non teme di cadere. Chi, la vita, la guarda in faccia. Con rispetto. Continue Reading

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Tanti auguri a (San) Giuseppe La Mura, papà del canottaggio

Giuseppe? Deriva dall’ebraico Yoseph e significa “accresciuto da Dio”. Sarà forse per questo, per l’innata capacità di far meglio degli altri (certo, non funziona sempre…), che il più importante Giuseppe che il canottaggio italiano ricordi è colui che a questo sport ha dato il lustro maggiore.

Giuseppe La Mura (73 anni)

Giuseppe La Mura (73 anni)

Starete pensando a Giuseppe Abbagnale con i suoi due ori olimpici, probabilmente. E invece no. Mi riferisco a suo zio, al Dottore, come tutti usano chiamarlo. Insomma, a Giuseppe La Mura. Perché è grazie lui, alla sua tecnica (la più copiata al mondo) che l’Italia del remo ha primeggiato per quasi un ventennio nelle classifiche per nazioni di mondiali Assoluti e pesi leggeri. Continue Reading

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Nel canottaggio non conta essere alti, ma all’altezza

Il neozelandese Joseph Sullivan, oro olimpico a Londra 2012 e campione del mondo 2010 e 2011 in doppio senior, è alto 1.78 per 78 Kg. Il danese Rasmus Quist Hansen, due ori mondiali in doppio pesi leggeri e un bronzo a Pechino nella stessa specialità, è 1.73 per 72 Kg.

Altezza

Francesco Esposito, nove volte campione del mondo e quinto a Los Angeles nel quattro di coppia pesi pesanti, è 1.70 per 70 Kg. E poi, Catello Amarante, 1.76 e bronzo a Sydney in quattro senza pl, fino a Giorgia e Serena Lo Bue, 1.66 e 1.68, e una cascata di titoli under 19, tra mondiali, europei e italiani. Questo per dire che nel canottaggio quello che conta non è essere alti, ma all’altezza. Continue Reading

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Giuseppe La Mura: ecco chi sono gli allenatori di canottaggio

Il celebre filosofo romano Lucio Seneca sosteneva che: «Insegnando s’impara». Il problema, aggiungerei, è il come lo si fa. Non sono d’accordo con quelli che dicono: «Chi non ha talento insegna», piuttosto sostengo la tesi del politico francese Jean Jaurès, secondo cui: «Si insegna e si può insegnare solo quello che si è».

Giuseppe La Mura (73 anni)

Giuseppe La Mura (73 anni)

Il canottaggio, ovviamente, non fa eccezioni. Lo sa molto bene anche il direttore tecnico federale Giuseppe La Mura, che all’insegnamento di questo sport ha dedicato gran parte della sua vita. Nessuno meglio di lui, quindi, può spiegare agli aspiranti futuri allenatori, quali siano i loro principali compiti e doveri. Continue Reading