La leva agonistica della classe 1991 ovvero cosa direi se mi incontrassi 25 anni fa

Datemi una leva (agonistica) e vi solleverò il mondo (del canottaggio). Devono avermi preso alla lettera, visto che tempo fa mi sono trovato davanti a una decina di ragazzi appartenenti alla prima leva agonistica della Canottieri San Cristoforo.

bambini

Purtroppo, non è più sufficiente fare largo ai giovani. Bisogna accompagnarli lungo la strada, e per questo ci sono dei validi tecnici, ma è necessario anche fargli capire quale sia lo spirito giusto per percorrerla. E per questo ci sono io. Almeno così mi è stato detto.

Cosa direi se mi incontrassi 25 anni fa

Le parole sono importanti, perché scavano. Ma io sono molto di più di quello scrivo. È per questo che ho iniziato a remare. Per far vedere agli altri la parte migliore di me. Al contrario di chi voga da una vita, non ho l’autorità e l’autorevolezza per parlare di quelli che sono i veri valori del canottaggio. Perché ciò che l’arte del remo insegna non è mai uguale per tutti. Un allenatore può indicarti la via e darti i mezzi necessari per percorrerla. Tuttavia la lezione più importante si impara da soli, appena il tuo tecnico ti guarda negli occhi e dice: “Adesso fai la tua parte”.

Teach-Rowing

Una volta Gigi Ganino mi disse che anche se ero una mezza sega e in barca non valevo un cazzo, questo sport non poteva fare a meno di uno come me. Ho impiegato molto tempo a capire che era il complimento più grande che mi avesse mai fatto, ma anche il suo modo per dirmi “Adesso fai la tua parte”. E da qualche anno, nel bene e nel male, io scrivo. In un’altra vita, tra questi ragazzi avrei potuto esserci anch’io. E se incontrassi il me stesso di 25 anni fa, ecco cosa direi a lui e ai suoi compagni.

barche

“Cari ragazzi, dovete sapere che fra tutte le persone che nella vita non hanno creduto in me, la più difficile da perdonare sono io. Non commettete lo stesso errore. Altrimenti la vostra sfida non sarà spaccare il mondo, ma riattaccare i cocci. Non credete a tutte le cose che pensate di sapere, perché in realtà non sapete niente. Nell’arte del remo, poi, quello che date per scontato vi costerà carissimo. Persino respirare, sul carrello di una barca, non è così facileIl principale successo cui arriverete nel canottaggio sarà la sopravvivenza. All’inizio vi sembrerà un fallimento. Solo quando avrete la mia età, capirete l’entità di questa conquista. E non abbiate paura di desiderare le cose impossibili. Di lasciare il cuore senza guinzaglio. Di vedere ovunque mulini a vento e di partire all’attacco. Perché è solo la nostra capacità di credere nelle illusioni a rendere la vita possibile.

otto

Vi diranno il contrario, ma i romantici salveranno il mondo. Non solo quello del canottaggio. Ve lo dice uno che si illude un po’, sogna spesso e pensa troppo. George Y. Pocock, uno dei più grandi costruttori di barche, una volta ha detto: Armonia, equilibrio e ritmo. Sono le tre cose che ti porti dietro per tutta la vita. Senza di loro, la civiltà si guasta. Ed è per questo che un vogatore, quando va per la sua strada, è in grado di lottare, di affrontare la vita. È questo l’insegnamento del canottaggio. Quindi, per il momento preoccupatevi di vivere la vostra vita duemila metri alla volta. Spero di assomigliare a voi quando sarò grande. E forse quel giorno riuscirò anche a perdonare me stesso”.

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2 Comments

  • E’ il più bel post che ho letto fin’adesso tra i tanti bellissimi. Profondo, saggio, ironico nel senso che sai guardarti anche oltre il tuo essere “anche” canottiere. Grazie,
    Una delle canottiere Master dell’ultima ora 😉

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