E’ un momentaccio ovvero Settembre, siediti. Dobbiamo parlare

Nel mondo del canottaggio, arriva sempre un periodo dell’anno in cui un alfiere del remo entra in crisi. Incerto se sentirsi ancora giovane, nonostante la carta d’identità, o irrimediabilmente vecchio. Nonostante la carta d’identità. E questo particolare momento ha un nome: Settembre.

momentaccio

Settembre io lo prendo sul personale, perché è un mese ingannevole, malgrado la sua apparente innocenza. Arriva in silenzio, quasi all’improvviso, sorprendendoci ancora inebriati dall’estate dei nostri peccati. Mentre lui ha ancora il sapore e i colori delle vacanze, ma in realtà è il mese della concretezza, dell’azione. Pretende energia, entusiasmo, ma soprattutto il rispetto delle promesse fatte (magari con troppa leggerezza) pochi mesi prima. Settembre è la resa dei conti.

Settembre, siediti. Dobbiamo parlare

La verità è che amo il canottaggio, ma lui ama un altro. Me lo ha dimostrato in più occasioni, respingendo sempre con fermezza la mia carica di simpatia. L’ultima, in ordine di tempo, mi è costata l’incrinatura del mio entusiasmo e delle mie certezze. D’altronde, la lunga stagione agonistica di solito finisce quasi sempre con una rottura. Di palle, nel mio caso. Ma possono andare anche le più tradizionali scatole, giusto per essere trasversali. E va benissimo, perché ogni tanto è utile anche rompersi. Serve a capire come sei fatto dentro. E allora ti fermi. Tanto se ne riparla a Settembre.

due-di-coppia

Settembre, lo specialista delle riparazioni. Il mese dei grandi cambiamenti, dei nuovi inizi, degli importanti obbiettivi da raggiungere. E’ il mese che più di tutti ha la forza di farci affrontare quello di cui ci siamo accorti non essere più tanto sicuri. Settembre è dove si sono dati appuntamento il chi sei e il chi potresti diventare. O almeno dovresti. Perché nel mio caso le vacanze non sono servite a nulla. Giunti al giro di boa, ancora non scorgo miglioramenti di sorta. D’altronde, la forza di gravità intorno al mio divano sembra essere dieci volte superiore a quella degli altri.

barca

Come li invidio quelli che tutti i giorni “spacchiamo i culi” e “qui non si molla un cazzo”. Io, che vorrei restare in pigiama fino a giovedì. Emulo di Freud, sotto l’ombrellone ho iniziato un lavoro di introspezione per capire quali sono i motivi che mi hanno ridotto così. Può essere stanchezza, risultati che non arrivano, problemi logistici, psicologici. Semplice pigrizia. Insomma, l’entusiasmo mi ha guardato, ha detto che andava a comprare le sigarette, e non è più tornato. E non c’è niente di più brutto, perché credo di aver perso la cosa che in qualche modo mi rendeva speciale: la voglia di sognare

barca-vuota

Qualsiasi cosa alimentasse la fiamma del fuoco che mi ha spinto a prendere i remi in mano si è esaurita. Adesso la sfida è un’altra: trovare un nuovo motivo per fare le cose o trovare nuove cose da fare. Prospettive nuove. Ma i sogni per diventare progetti hanno bisogno di coraggio. Ed è necessario essere coraggiosi e anche un po’ visionari per creare qualcosa che non c’è. Mentre Settembre ci pretende concreti e responsabili con le cose da fare e da riprendere. Settembre ha una parola buona per tutti, sicuramente anche per me. Ma oggi sono io a volergli dire: Settembre, siediti. Dobbiamo parlare.

Seguici su Instagram

Diventa fan su Facebook!

More from Giuseppe Lamanna

Andrea Carbone: l’impossibile è solo un numero

Io e il remoergometro abbiamo litigato anni fa. E avevo ragione io. Ecco perché...
Read More

1 Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *