(Dis)Avventura di un canottiere a Posillipo

Tra i circoli sportivi partenopei, il Posillipo è il più blasonato dell’ultimo trentennio. Gli atleti in maglia rosso-verde hanno mietuto successi nel canottaggio, nella scherma, nel canoa-polo, ma soprattutto nella pallanuoto. 

Circolo-Nautico-Posillipo

Il Circolo Posillipo, già Circolo Giovinezza durante il “ventennio”, sorge alle pendici dell’omonima collina a ovest del golfo di Napoli: una posizione incantevole, a quattro passi da Mergellina e dalla storica chiesa di S. Maria del Parto, che custodisce le spoglie di Jacopo Sannazzaro, autore de L’Arcadia. Di fronte il Vesuvio e Capri; a sinistra via Caracciolo con alle spalle la Villa Comunale e il celebre Acquario e in fondo il Castel dell’Ovo e il Borgo Marinari.

Posillipo: (dis)avventura di un canottiere

Qui hanno sede il Circolo del Remo e della Vela Italia, il Real Circolo Canottieri Savoia e la Rari Nantes Napoli, la società pallanuotistica più antica. Oltre il Borgo Marinari ci sono il Palazzo Reale e il Maschio Angioino, ai cui piedi sorge il Molosiglio, sede di un altro glorioso circolo cittadino, il Circolo Canottieri Napoli anche noto più semplicemente come “la Canottieri”, oppure come “il Napoli”.

La sede del Circolo Canottieri Napoli
La sede del Circolo Canottieri Napoli

Il sottoscritto a 18-19 anni ha avuto l’onore di frequentare “il Napoli” come canottiere. Pur avendo cominciato un po’ tardi, ho vinto la Coppa Lysistrata, la più antica competizione remiera italiana, nata nel 1909 e tuttora in auge. Non dico l’anno, ma ciò che sto per raccontare è successo tantissimo tempo fa. Come ho detto praticavo il canottaggio: sport durissimo dove agli allenamenti in barca si alternava la “vasca”, la palestra – in particolare la pesistica – e la corsa. A pieno regime si faceva un’ora e mezza di corsa due volte alla settimana: chi poteva andava a correre nei parchi, per evitare lo smog delle vie cittadine, ma per lo più si sceglieva il tragitto Molosiglio – Via Caracciolo – Capo Posillipo e ritorno. In pratica, dopo aver percorso il lungomare Caracciolo che è pianeggiante, si iniziava una lunga salita proprio nei pressi del Circolo Posillipo fino a raggiungere il Parco Virgiliano che è sulla sommità della collina, luogo caro agli autori di canzoni napoletane e alle coppiette desiderose di un po’ d’intimità.

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Il lungomare Caracciolo a Napoli

Il ritorno ovviamente è in discesa, prima di riprendere la Caracciolo. Fu qui, lungo la tortuosa discesa di Posillipo che, in una fredda sera di febbraio avvenne il fatto. Ero solo e cominciai ad avvertire sempre più forti dei crampi intestinali. Continuai a correre più per disperazione che altro, ma il dolore saliva, sempre meno sopportabile. In momenti del genere c’è solo una cosa che si desidera: poter disporre di un w.c. Ma ero da solo, per strada, a febbraio. Ero preso dalla disperazione e avevo quasi deciso di liberarmi dietro un maggiolone Volkswagen parcheggiato in curva, accettando l’eventualità di essere raggiunto da una denuncia per oltraggio al pudore. Tuttavia questo problema era niente rispetto a quello più drammatico della mancanza di carta igienica. A questo punto il colpo di genio. Il porto nella bufera. L’oasi nel deserto. La meta desiderata. Insomma: il bagno tanto agognato.

Circolo-Nautico-Posillipo
La sede del Circolo Nautico Posillipo

Mi trovavo a pochi minuti dal Circolo Posillipo: è vero, ero un estraneo, anzi un avversario, ma ero vestito con un’anonima tuta sportiva blu come tanti atleti posillipini: nessuno mi avrebbe notato. In verità avrei anche potuto chiedere il permesso di adoperare la toilette che certamente non mi sarebbe stato negato, ma stavo troppo male per dare spiegazioni! E fu così che, come un ladro, anche se in perfetta buona fede, mi infilai nelle luminose sale del Circolo dove non avevo mai messo piede in precedenza e, senza fare domande, proseguii istintivamente verso il mare, dove certamente avrei trovato gli spogliatoi. Così avvenne: senza dire una parola raggiunsi il mio obiettivo e finalmente mi liberai… di ogni problema. Ero un uomo nuovo. Non restava che riprendere la mia corsa e tornare al Molosiglio. Questo non vuole essere un racconto irriverente di un ex atleta giallo-rosso nei confronti dei rivali rossoverdi: è un episodio vero che mi fa provare nostalgia per la mia Napoli, per lo sport agonistico e tenerezza per i miei 18 anni ingenui, meravigliosi e lontani.

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