Ci sono i canottieri e la gente che rema

Più che fonte d’ispirazione, il mio allenatore Gigi Ganino è fonte di disperazione. Almeno per me. E la materia del contendere è sempre la stessa: il diverso modo che abbiamo di concepire l’arte del remo e i suoi interpreti.

Canottiere-strada

Questo perché entrambi dividiamo il canottaggio in due categorie. Ma mentre per lui ci sono professionisti e dilettanti (e io tra loro), per me l’unica distinzione possibile è quella tra canottieri e gente che rema.

Gente che rema e canottieri

Non fraintendetemi. Non usa il termine “dilettante” per sottolineare le mie scarse capacità. Per quello ha un’altra serie di vocaboli e fanno quasi sempre rima con “strunz”. No, utilizza quella parola per indicare chi coltiva uno sport non per professione, ma per diletto. Appunto. Umberto Eco diceva che c’è una cosa che si scrive solo per se stessi ed è la lista della spesa. Serve a ricordarti cosa devi comperare e dopo puoi distruggerla, perché non serve a nessun altro. Ogni altra cosa che scrivi, invece, la scrivi per dire qualcosa a qualcuno.

barca-persa

Oggi vorrei dire al mio allenatore che nonostante sia un canottiere di infimo livello, sfaticato come pochi e pure un po’ ammacchione, non sono un dilettante. Perché a fare canottaggio non mi diletto per niente. Quelli (e i circoli ne sono pieni) non sono canottieri, ma gente che remaNon c’è niente di male. Anzi. Però è una cosa molto diversa. Io, invece, sono un canottiere. Ho scelto questo sport perché ho fatto di testa mia e non credevo si potesse amare e odiare la stessa cosa con la medesima intensità. L’arte del remo è la mia passione, ma quando voglio divertirmi faccio altro.

canottaggio

Non mi sento diverso da Romano Battisti. Lo considero un “collega”. Lui rema per professione, io faccio un altro mestiere. Il livello non sarà lo stesso, ma siamo entrambi canottieri. Esattamente come Romano, anch’io non merito nulla. Devo guadagnare il mio carrello tutti i santi giorniCome vedete, la situazione è grave, ma non seria. Anche se parliamo di puntini sulle ì, le parole sono importanti. Il canottaggio, come la vita, è un gioco di equilibri. E bisogna stare attenti, perché a diventare troppo profondi si corre il rischio di sprofondare.

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