Il canottaggio e la sua bellissima asimmettria

La valutazione dei canoni della bellezza, attraverso degli esperimenti fotografici, ha confermato che una perfetta simmetria non dà un ottimo risultato. Il fotografo turco Eray Eren ha realizzato una serie di ritratti con tre immagini distinte, che mostrano come il nostro viso sia naturalmente differente nella sua parte destra e sinistra.

Uno dei ritratti del fotografo turco Eray Eren
Uno dei ritratti del fotografo turco Eray Eren

Eren approfondisce la questione con una serie di fotografie, che mostrano in modo evidente come l’asimmetria fra le parti del viso si sviluppi in modo creativo, come solo la natura riesce a fare. Il progetto, intitolato Asimmetrico, mostra come ogni individuo ha molteplici caratteristiche sul proprio volto che non sono equilibrate singolarmente, ma in una visione complessiva del viso non risultano asimmetriche, o almeno non sono facilmente individuabili, ma caratterizzano la bellezza di ogni individuo.

L’asimmetria del canottaggio

Il canottaggio è uno sport bello perché è asimmetrico. Lo è sia nella vogata di Punta che in quella di Coppia. Tuttavia, mentre nella punta l’asimmetria risulta essere lampante e facilmente individuabile, nella coppia, come per un volto, è molto più complicata. In realtà, l’asimmetria della vogata di coppia è concentrata nella necessità di avere i remi che si incrocino durante la parte centrale della vogata (overlap nella figura).

Grafico tratto da Biorow.com
Grafico tratto da Biorow.com

Normalmente, questo incrocio misura tra i 18 e i 22 cm e se un vogatore tirasse simmetricamente le impugnature sul piano orizzontale, la distanza fra di loro in verticale dovrebbe essere 6-7 cm, come possiamo vedere nella figura in basso. Per far si che ciò possa avvenire, la differenza di altezza fra le forcole degli scalmi dovrebbe essere impostata a 4-5 cm. Questo costringerebbe in finale il vogatore a tirare le impugnature fino ad allontanarle fra loro di 6-7 cm, creando però difficoltà di equilibrio e postura.

Grafico da biorow.com
Grafico da biorow.com

Normalmente, la differenza nell’altezza delle forcole è regolata a 1-2 cm, consentendo in finale all’atleta di posizionare le impugnature più o meno alla stessa altezza. Però, al centro della passata il vogatore deve, in maniera rapidissima e con grande destrezza, distanziare le impugnature sul piano orizzontale (cioè deve tirate un’impugnatura prima dell’altra) e avere uno sfasamento anche su quello verticale, generando anche un rollio dell’imbarcazione. C’è un mix di combinazioni di tutti questi fattori che consentono all’atleta di far sì che le impugnature e le mani non urtino fra di loro. I remi stando con l’impugnatura in una posizione simmetrica si urterebbero come possiamo vedere dalla foto in basso.

Romano Battisti e Alessio Sartori in partenza
Romano Battisti e Alessio Sartori in partenza

Mentre durante la passata la loro posizione ideale sarà questa.

Alessio Sartori. Foto di Mimmo Perna
Alessio Sartori. Foto di Mimmo Perna

Tutto ciò si ripercuote anche sulla posizione di attacco e finale e durante l’intera passata in acqua il tiro dei due remi non è assolutamente simmetrico. Dal grafico studiato su un singolista, si evince che all’attacco l’angolo di sinistra è superiore di 1 grado e questa differenza può incrementare fino a 4 gradi al centro della passata in acqua e diminuisce fino ad 1 grado in finale.

grafico2

Per ottenere questo andamento, il vogatore deve applicare necessariamente le forze in modo asimmetrico: in attacco la forza applicata all’impugnatura cresce più velocemente sul remo destro. Questo crea una velocità più alta da questo lato e permette all’impugnatura destra di portarsi davanti alla sinistra. Quando i remi hanno percorso un angolo di circa 30 gradi, la forza sul remo sinistro deve compensare e diventa più alta di quella applicata al destro, questo consente di far si che il remo sinistro possa raggiungere il destro alla fine della passata. Questa asimmetria si ripete a ogni colpo e in meno di un secondo crea una piccola e ricorrente variazione dell’angolo d’imbardata dell’imbarcazione (fra 0,5 e 1 grado) durante la passata in acqua, portando un incremento delle perdite dovute alla resistenza d’attrito. In particolare, in attacco il vogatore a cui appartengono questi grafici affonda maggiormente la pala destra, peggiorando l’asimmetria delle forze.

Rossano Galtarossa e Alessio Sartori, bronzo ad Atene 2004. Foto di Mimmo Perna
Rossano Galtarossa e Alessio Sartori, bronzo ad Atene 2004. Foto di Mimmo Perna

Ma la bellezza del canottaggio è proprio questa, Il gesto tecnico sembra semplice, ma chiunque sia salito su un’imbarcazione di canottaggio in pochi secondi si è reso conto della complessità dei movimenti e della precisione con cui è necessario effettuarli, che sia la vogata di punta o quella di coppia, e di come solo un costante e metodico allenamento può far si che le cose funzionino alla perfezione. Perché in fondo il canottiere è come un orologio: facile da leggere, ma complesso da far funzionare!

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